Chiediamo all’Europa di rendere obbligatoria l’indicazione di origine degli alimenti:


Per proteggere la nostra salute

Ogni giorno rischiano di finire nel nostro piatto alimenti di bassa qualità o addirittura tossici provenienti da altri Paesi, come dimostrano i ripetuti allarmi e sequestri. Un’etichetta chiara che indichi l’origine degli ingredienti consente di prevenire e combattere gli scandali alimentari che mettono in pericolo la nostra salute.

Per tutelare l’economia del nostro Paese

Le imitazioni dei prodotti alimentari italiani generano un business da 60 miliardi di euro, sottraendo risorse al nostro mercato. L’indicazione di origine degli ingredienti sull’etichetta consentirebbe di prevenire le falsificazioni e le pratiche commerciali sleali che danneggiano la nostra economia.

Per fermare le speculazioni sul cibo

I nuovi regolamenti dell’Unione Europea fanno un passo indietro dal punto di vista della trasparenza e delle tutele per i consumatori. L’etichetta di origine obbligatoria permette di contrastare le agromafie e le grandi multinazionali del cibo che hanno interesse a occultare l’origine delle materie prime.

Per difendere la nostra agricoltura

Il nostro Paese ha fatto dell’eccellenza del proprio patrimonio agroalimentare un punto di forza in Europa e nel mondo. L’indicazione obbligatoria di origine permette di riconoscere il vero made in Italy e tutelare il lavoro e i prodotti di qualità dei nostri agricoltori.


Al Presidente del Parlamento Europeo
Al Presidente della Commissione per le petizioni

European Parliament
B-1047 BRUSSELS

La Commissione europea ha pubblicato, sia pur dopo cinque anni dal termine indicato nell’art. 26, par. 8 del regolamento n. 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, una bozza di regolamento di esecuzione che stabilisce le norme per l’indicazione del Paese di origine o del luogo di provenienza dell’ingrediente primario di un alimento quando è diverso da quello indicato per l’alimento (art. 26, par. 3).

L’applicazione del regolamento di esecuzione è prevista a partire dal 1° aprile 2019 ma ancora molti sono gli aspetti da valutare, specialmente sotto il profilo del diritto dei consumatori ad essere correttamente informati.

La bozza di regolamento, pur affrontando finalmente il tema dell’etichettatura, non fornisce una risposta alla richiesta di tutti quei cittadini che in diversi Paesi europei, tra i quali l’Italia, hanno partecipato alle consultazioni pubbliche per ottenere maggiori informazioni sull’origine degli alimenti e dell’ingrediente primario in relazione ai prodotti trasformati.

Per soddisfare le esigenze dei propri cittadini Italia, Francia, Portogallo, Grecia, Finlandia, Lituania e Romania hanno adottato decreti nazionali per disciplinare l’obbligo di indicazione dell’origine per diversi alimenti, un chiaro successo della mobilitazione di cittadini e organizzazioni sensibili ai temi della qualità del cibo.

Nell’attuale testo la bozza di regolamento adottata dalla Commissione europea comporta, invece, una perdita di tutele per il consumatore che non avrà diritto di conoscere il Paese di origine o il luogo di provenienza dell’alimento e del suo ingrediente primario se non quando sia l’imprenditore a voler fornire tali informazioni.

Nessuna considerazione è stata, infatti, riservata alla disciplina sulle pratiche commerciali sleali di cui alla direttiva 2005/29/CE tanto è vero che risulta una evidente situazione di asimmetria informativa a danno del consumatore. L’imprenditore è, così, libero di decidere se indicare l’origine dell’alimento e può anche scegliere il grado di precisione dell’informazione circa la provenienza dell’ingrediente primario (UE-non UE; area geografica compresa fra più Stati membri o Paesi terzi; Stato membro o Paese terzo…ecc.); è libero, ancora, di non indicare l’origine dell’ingrediente primario anche quando abbia registrato un marchio che richiami l’origine dell’alimento o utilizzi una indicazione geografica protetta, dal momento che la bozza di regolamento non si applica né ai marchi registrati né alle indicazioni geografiche di cui al regolamento (UE) n. 1151/2012.

Ancora, non risulta garantita l’applicazione della normativa europea di settore che già prevede norme obbligatorie sull’origine per alcune categorie di alimenti come il latte fresco, il miele, la frutta e gli ortaggi, il pesce, le carni bovine, ecc.

Per queste ragioni, i sottoscritti cittadini invitano il Parlamento europeo:

  1. ad esprimere il proprio parere sulla questioni sollevate evidenziando come la bozza di regolamento proposta ecceda le competenze della Commissione e vada pertanto coinvolto il Parlamento europeo nella sua revisione;

  2. dare chiari indirizzi alla Commissione affinché in tutti i negoziati commerciali sia garantita, senza eccezioni, l’effettiva indicazione dell’origine degli alimenti e quella degli ingredienti primari (quando diversa da quella del prodotto finito), impedendo che la combinazione del principio della fabbricazione sufficiente con quello di ultima trasformazione sostanziale, contenuto nel codice doganale, possa risultare ingannevole per le scelte dei consumatori.

Firmatari:

Roberto Moncalvo - Presidente Coldiretti

Alfonso Pecoraro Scanio - Presidente Fondazione Univerde e Coordinatore Comitato scientifico Fondazione Campagna Amica


Coldiretti

Con un milione e 600 mila soci, Coldiretti (Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti) è la maggiore associazione di rappresentanza e assistenza dell'agricoltura italiana. Rappresenta le imprese agricole, i coltivatori diretti, gli imprenditori agricoli professionali, le società agricole, le imprese e gli imprenditori ittici, i consorzi, le cooperative, le associazioni e ogni altra entità e soggetto operante nei settori agricolo, ittico, agroalimentare, ambientale e rurale, a livello nazionale, europeo e internazionale.


Fondazione Campagna Amica

Promossa da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica nasce nel 2008 per realizzare iniziative volte ad esprimere pienamente il valore e la dignità dell’agricoltura italiana, rendendo evidente il suo ruolo chiave per la tutela dell’ambiente, del territorio, delle tradizioni e della cultura, della salute, della sicurezza alimentare, dell’equità, dell’accesso al cibo a un giusto prezzo, dell’aggregazione sociale e del lavoro.


Sostengono l'appello:

- ActionAid

- ADUSBEF

- APAB

- Codacons

- Federconsumatori

- FOCSIV

- Fondazione UniVerde

- Greenpeace Italia

- Legambiente

- LIPU

- Movimento Consumatori

- Slow Food Italia


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